di Nicola Demontis (comitato di redazione)
La ricerca “Sassari Ateneo Sostenibile” ha rivelato la forte esigenza, proveniente da molte istituzioni e imprese e da vari settori dello stesso mondo accademico, che Università e territorio siano più vicini e in sintonia per collaborare al raggiungimento degli obiettivi di comune interesse: preparare meglio i giovani laureati e ricercatori ad operare nella realtà locale; renderli partecipi di percorsi nazionali ed europei; valorizzarli per produrre maggior sviluppo ed accrescere le opportunità di occupazione.
E’ fondamentale quindi che l’Ateneo si attrezzi per ascoltare con maggiore incisività le reali esigenze del territorio e sia promotore e protagonista di dialogo con tutti i portatori d’interesse verso la sua azione didattico-formativa. L’obiettivo è razionalizzare e adattare l’offerta formativa alla domanda di competenze professionali più attuali, avviare forme più agili di collaborazione con Istituzioni pubbliche, Associazioni di categoria e mondo delle imprese, aprire la strada a nuove opportunità lavorative e produttive, promuovere sinergie operative e di ricerca.
In questa direzione vorrei parlare della mia esperienza di responsabile del progetto Jupiter per la Facoltà di Agraria di Sassari. Il progetto, nato nel 2006 per volontà del Preside della stessa Facoltà prof. Pietro Luciano, ha tra i suoi obiettivi quello di ascoltare in modo continuativo le esigenze del territorio, a partire dagli oltre 300 soggetti pubblici e privati convenzionati con la Facoltà, fino ad allargarsi a realtà nazionali ed europee. Questa attività è fondamentale per favorire l’orientamento in uscita ed il job placement dei laureandi e dei neo laureati, i cui curricula vengono classificati e inseriti in un’apposita banca dati.
L’incrocio delle informazioni tra domanda e offerta di competenze permette l’attivazione di stage post laurea, la partecipazione a concorsi o l’assunzione diretta da parte di quelle imprese che richiedano determinati profili. Il giovane laureato, rivolgendosi direttamente allo sportello Jupiter, trova un servizio di supporto e indirizzamento in un momento così difficile come il passaggio dagli studi al mondo del lavoro.
Jupiter ha consentito la costruzione di un’importante rete di rapporti tra Facoltà e imprese, istituzioni e studi professionali e l’inizio di una cospicua collaborazione. Sono stati attivati circa 50 stage post laurea, selezionati quasi 60 giovani neo laureati, raccolte e messe a fuoco indicazioni molto utili per razionalizzare l’offerta formativa basata sulla domanda di nuove competenze professionali.
Vivendo in prima persona questa esperienza mi sono fatto l’idea che tutte le Facoltà dell’Ateneo dovrebbero prevedere e predisporre un proprio servizio di questo tipo, che permetterebbe di lavorare più attivamente nei settori vicini al proprio campo di studi, sotto la guida e il coordinamento generale di un ufficio centrale di Ateneo. In questo modo la via per ottenere una maggiore efficacia nell’avvicinamento tra Università e mondo del lavoro verrebbe facilitata e resa ricca di risultati orientati alla realizzazione di un Ateneo Sostenibile.
Nicola Demontis

Bellissima idea il progetto Jupiter: credo davvero che con un minimo impegno tutte le Facoltà potrebbero attivarsi per predisporre un servizio del genere, magari anche con una comunicazione interfacoltà, per un maggiore scambio di conoscenze, capacità e informazioni.