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pietro lucianodi Pietro Luciano

Gentili Signore, Egregi Signori,
mi sono intenzionalmente preso una settimana di tempo per riflettere, per razionalizzare queste brevi considerazioni che vi esprimo e per comprendere a fondo, dopo le emozioni del momento, il senso del risultato delle elezioni rettorali dello scorso 18 giugno 2009, che avrete senz’altro appreso dagli organi di informazione.

Innanzitutto ringrazio ognuno di voi per la collaborazione all’indagine che abbiamo realizzato in preparazione del programma “Sassari Ateneo Sostenibile”. Questo programma e i suoi importanti contenuti hanno visto l’adesione significativa di 592 votanti, cioè della maggioranza delle persone aventi diritto (vedi dati in fondo all’articolo) anche se non quella dei voti ponderati.

Tutto ciò è molto significativo perché è avvenuto a fronte di un’elevata percentuale di votanti, pari a oltre l’83% degli elettori, a testimonianza di una grande volontà di partecipare alla costruzione del futuro della nostra Università e del territorio che ci ospita.

Questo duplice segnale culturale e democratico è tale che mi dà la forza e la volontà di continuare nell’impegno programmatico avviato con la sfida rettorale di questi ultimi mesi, andando oltre quindi al risultato che ha indicato il nuovo Rettore, al quale rivolgo senz’altro i miei più sinceri auguri di poter realizzare la “rivoluzione copernicana” da lui promessa. Pertanto, desidero informarvi che ho deciso di assumermi liberamente queste nuove responsabilità:

  • promuovere il più alto grado di libertà di confronto, critica ed espressione delle idee all’interno della Comunità Universitaria di Sassari;
  • adottare i valori, i contenuti e le proposte descritti nel programma “Sassari Ateneo Sostenibile” come fonte autorevole e criteri di valutazione delle prossime scelte degli organi di governo, delle responsabilità e dei compiti dirigenziali delegati;
  • avviare la costruzione concreta di quelle proposte del programma che, con un’ampia collaborazione interna ed esterna all’Università, possono avvicinarci di più ai giovani e alle aspettative del territorio e delle imprese, e ai più moderni criteri di indirizzo culturale e scientifico e di relazione internazionale;
  • mettere a disposizione e migliorare modalità e strumenti di informazione e discussione, utilizzati durante la recente campagna rettorale.

Sarà pertanto mia cura, da qui al prossimo autunno in occasione del primo Senato presieduto dal nuovo Rettore, comunicarvi come rendere partecipate queste nuove responsabilità e come sviluppare quel fondamentale patrimonio di collaborazione realizzato insieme. Nel frattempo, se avete piacere di comunicarmi idee, critiche e proposte, vi prego di scriverci e tenerci in contatto tramite i due blog ancora attivi

Un caro saluto, Pietro Luciano

Sassari Ateneo Sostenibile: quota 592.

 

  1. Elettori

Aventi diritto (n.)

Votanti
(n.)

Votanti (%)

Docenti, ricercatori, studenti

775

697

89,9

Personale tecnico amministrativo

641

491

76,6

Totale

1416

1188

83,9

2. Schede bianche e nulle   n. 28      (2,4%)
3. Voti validi                            n. 1160  (97,6%)
4. Preferenze

Mastino

Luciano

M. (%)

L. (%)

Docenti, ricercatori, studenti, etc.

403

270

57,8

38,7

Personale tecnico amministrativo

165

322

33,6

65,6

Totale

568

592

47,8

49,8

Pietro LUCIANO: 4 ragioni CONTRO e 10 proposte PER.
Sergio Paba, sassarese, pro Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, alla presentazione dell’indagine “Sassari Ateneo Sostenibile”

immagine eventoDocenti, ricercatori, studenti e personale tecnico-amministrativo in gran quantità all’incontro Università di Sassari, il cambio”, l’evento di oggi 15 giugno 2009 all’Aula Magna della Facoltà di Scienze promosso dal candidato Rettore Pietro Luciano per conoscere i risultati dell’indagine “Sassari Ateneo Sostenibile” (per il rapporto completo clicca qui). Il bisogno di confronto e partecipazione nell’imminenza delle elezioni accademiche del prossimo 18 giugno, soprattutto dopo 11 anni e mezzo di gestione accademica vissuti senza alcuna programmazione come ammesso dallo stesso pro Rettore uscente, è molto alto. Molti capiscono che qui si gioca un futuro importante, del resto il web in un qualche modo lo aveva preannunciato: dal 18 maggio, giorno della pubblicazione su internet, «il blog http://ateneosostenibile.wordpress.com – spiega Lidia Marongiu responsabile del progetto – ha fatto registrare una media di 90 accessi giornalieri per un totale di oltre 2.400 visitatori.» (vedi le slides dell’intervento)

Che cosa è emerso durante l’incontro di oggi 15 giugno?

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pietro luciano“Università di Sassari, il cambio” è questo il titolo dell’incontro promosso dal candidato Rettore Pietro Luciano per presentare i risultati dell’indagine “Sassari Ateneo Sostenibile” e confrontarsi con docenti, ricercatori, studenti, personale tecnico-amministrativo da un lato e con istituzioni, associazioni, imprese e sindacati dall’altro, nell’imminenza delle elezioni accademiche del prossimo 18 giugno. Partecipa all’incontro, come relatore di gran pregio, il professore Sergio Paba, Preside della Facoltà di Economia “Enzo Biagi” e pro Rettore dell’Università di Modena e Reggio-Emilia. 52 anni, sassarese trapiantato in terra emiliana come l’altro illustre concittadino Sebastiano Brusco teorico dei distretti industriali. Sergio Paba è docente ordinario di politica economica, studioso di microeconomia ed economia industriale e da più anni collabora al noto sito internet di analisi e dibattito socio-economico www.lavoce.info, promosso da Tito Boeri, docente di economia del lavoro all’Università Bocconi di Milano e direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento. La presenza del professore Sergio Paba all’incontro di lunedì 15 giugno è dovuta alla sua lunga esperienza di lavoro nello speciale rapporto università-imprese-territorio e all’essere uno dei creatori più qualificati di questo legame che rende forte l’area emiliana anche in periodi congiunturali difficili.

Aprirà l’incontro il professore Pietro Luciano, candidato Rettore all’Università di Sassari per il mandato 2009-2012, che spiegherà le 4 ragioni per il cambio di gestione accademica, le proposte di programma e l’importanza di un confronto strutturato con i diversi interlocutori dell’Università. Seguirà l’intervento di Andrea Zironi, laureato sassarese in scienze politiche e statistica, divenuto capo analista dello Studio Giaccardi & Associati (46 interventi di ricerca economica in 10 anni tra Sardegna e Italia), che illustrerà la metodologia d’indagine, le opinioni e le proposte di 80 “portatori di interesse” intervistati e le loro aspettative di miglioramento. Quindi, question time e ampio confronto con i partecipanti per costruire insieme “Sassari Ateneo Sostenibile”: sostenibile a livello culturale e scientifico, economico, sociale e ambientale, con l’ambizione di diventare un polo di eccellenza mediterranea nelle due grandi filiere scientifiche dell’alimentazione e del benessere umano.

Coordinerà l’incontro un moderatore particolare che offrirà l’insolita possibilità di conoscere in diretta cosa è stato fatto dietro le quinte del blog http://ateneosostenibile.wordpress.com/ che ha accompagnato in queste settimane il progetto e le proposte di Pietro Luciano. E’ una donna, da 10 anni consulente e senior communicator con esperienza nazionale e internazionale, anche lei laureata all’Università di Sassari in lettere classiche.

L’appuntamento è quindi per lunedì 15 giugno 2009 ore 16,30 presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze a Sassari in via Vienna 2.

UNIVERSITA’ DI SASSARI, IL CAMBIO.

Presentazione dei risultati dell’indagine
“Sassari Ateneo Sostenibile”

Aula Magna Facoltà di Scienze
Via Vienna n. 2, Sassari
Lunedì 15 giugno 2009, ore 16,30

Programma

programma evento

  • Pietro Luciano, candidato Rettore all’Università di Sassari per il mandato 2009-2012
    “4 ragioni per il cambio, proposte di programma, perché ascoltare gli stakeholder”
  • Andrea Zironi, capo-analista Studio Giaccardi & Associati  
    “Obiettivi e metodologia, risposte degli stakeholder, aspettative di miglioramento”
  • Sergio Paba, pro Rettore Università di Modena e Reggio Emilia
    “Valore di ascolto e collaborazione con territorio e imprese”
  • Domande e confronto con il pubblico
  • Conclusioni

Incontro con il candidato Rettore Pietro Luciano 

Articolo La Nuova sardegna_10-06-09La Nuova Sardegna del 10 giugno 2009

SASSARI. I risultati dell’indagine “Sassari Ateneo Sostenibile” verranno presentati lunedì prossimo dal candidato rettore dell’ateneo turritano, il professor Pietro Luciano.

«Abbiamo svolto un inedito lavoro di ascolto rivolto ad istituzioni e imprese e a un gruppo qualificato di docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti. Credo sia utile condividere i risultati dell’indagine, perché nella relazione università-territorio esistono risorse e opportunità da capire e valorizzare nell’interesse di tutti. Il presente-futuro di “Sassari Ateneo Sostenibile” è infatti una sfida ineludibile per chiunque assumerà la responsabilità più importante della nostra comunità universitaria».

Con questa dichiarazione, il professore Pietro Luciano, candidato Rettore dell’Università di Sassari per il mandato 2009-2012, invita tutti i protagonisti di quella comunità ad un confronto sull’attualità e le prospettive, mai avvenuto prima d’ora, nel quale la qualità culturale dell’offerta formativa e della ricerca è per oltre 15.000 studenti dell’Ateneo specchio del presente, giacimento dell’identità per il futuro e valore per il territorio. Conoscenza e qualità della vita sono un binomio inscindibile. Nel futuro possibile di oltre 1.600 docenti, ricercatori e addetti tecnico-amministrativi dell’Università di Sassari c’è infatti una quota rilevantissima dello sviluppo sostenibile del centro-nord Sardegna, in termini di qualità culturale, economica, sociale e ambientale.

laureatiL’incontro di presentazione dell’indagine “Sassari Ateneo Sostenibile”, che ha coinvolto 80 “portatori di interesse” interni ed esterni all’Università e avviene dopo un tour serrato di numerosi incontri con Consigli di Facoltà, Dipartimenti e assemblee del personale, ha dunque lo scopo di rendere evidente il bisogno di cambio della gestione accademica e accrescere il comune senso di responsabilità e partecipazione. Molte e complesse le problematiche con le quali ci si dovrà misurare:

  • miglioramento degli standard didattici e di ricerca per recuperare risorse finanziarie a livello statale e regionale;
  • allineamento dell’investimento in Formazione e Ricerca in Sardegna ai valori della media nazionale (+2,5%);
  • sviluppo di nuovi progetti per snellire e rafforzare l’offerta formativa; riqualificazione dei rapporti con l’insieme del personale e le rappresentanze sindacali;
  • trasparenza nella gestione amministrativa finora condotta senza adeguata programmazione;
  • riforma dello Statuto e degli organi di governo;
  • infine ma non ultimo, un modo concreto e misurabile per collaborare con territorio, istituzioni e imprese, strutturando nuovi strumenti e percorsi comuni e integrati.

Come fare? Lunedì 15 giugno, alle ore 16,30 presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze in via Vienna n. 2 a Sassari, le prime risposte in pubblico. Per aggiornamenti informativi e conversazioni on-line continuate a consultare il blog http://ateneosostenibile.wordpress.com/ .

UNIVERSITA’ DI SASSARI, IL CAMBIO

Incontro di presentazione dei risultati dell’indagine
“Sassari Ateneo Sostenibile”.
Aula Magna Facoltà di Scienze, Lunedì 15 giugno 2009 ore 16,30
Sassari, via Vienna 2.

Pietro Luciano

Per la prima volta, nei suoi 450 anni di storia, il rapporto università-territorio esce dal confronto ristretto per gli addetti ai lavori e diventa di interesse ampio nel dibattito per la scelta del nuovo Rettore dell’Università di Sassari. Con l’indagine di ascolto verso 80 stakeholder interni ed esterni promossa dal candidato Pietro Luciano, opinioni diverse e proposte finora distanti entrano in contatto per generare un nuovo valore di prospettiva, così come è avvenuto o sta avvenendo in altre università italiane da Modena a Trento, a Udine, a Siena, a Torino, a Genova, a Pisa, etc.

Docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti, insieme con esponenti di istituzioni, associazioni, sindacati e imprese, possono vivere un’esperienza da non perdere, la prima di molte altre per costruire insieme “Sassari Ateneo Sostenibile”, la sfida ineludibile per chiunque assumerà la responsabilità più importante della nostra comunità universitaria. 

Lunedì 15 giugno alle ore 16,30 presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze in via Vienna n. 2., non puoi mancare, spargi la voce!

Nei prossimi giorni su questo blog ulteriori notizie e il programma dell’incontro.

animazioneJupiterdi Nicola Demontis (comitato di redazione)

La ricerca “Sassari Ateneo Sostenibile” ha rivelato la forte esigenza, proveniente da molte istituzioni e imprese e da vari settori dello stesso mondo accademico, che Università e territorio siano più vicini e in sintonia per collaborare al raggiungimento degli obiettivi di comune interesse: preparare meglio i giovani laureati e ricercatori ad operare nella realtà locale; renderli partecipi di percorsi nazionali ed europei; valorizzarli per produrre maggior sviluppo ed accrescere le opportunità di occupazione. 

E’ fondamentale quindi che l’Ateneo si attrezzi per ascoltare con maggiore incisività le reali esigenze del territorio e sia promotore e protagonista di dialogo con tutti i portatori d’interesse verso la sua azione didattico-formativa. L’obiettivo è razionalizzare e adattare l’offerta formativa alla domanda di competenze professionali più attuali, avviare forme più agili di collaborazione con Istituzioni pubbliche, Associazioni di categoria e mondo delle imprese, aprire la strada a nuove opportunità lavorative e produttive, promuovere sinergie operative e di ricerca.

Facoltà di Agraria di Sassari

Facoltà di Agraria di Sassari

In questa direzione vorrei parlare della mia esperienza di responsabile del progetto Jupiter per la Facoltà di Agraria di Sassari. Il progetto, nato nel 2006 per volontà del Preside della stessa Facoltà prof. Pietro Luciano, ha tra i suoi obiettivi quello di ascoltare in modo continuativo le esigenze del territorio, a partire dagli oltre 300 soggetti pubblici e privati convenzionati con la Facoltà, fino ad allargarsi a realtà nazionali ed europee. Questa attività è fondamentale per favorire l’orientamento in uscita ed il job placement dei laureandi e dei neo laureati, i cui curricula vengono classificati e inseriti in un’apposita banca dati.

L’incrocio delle informazioni tra domanda e offerta di competenze permette l’attivazione di stage post laurea, la partecipazione a concorsi o l’assunzione diretta da parte di quelle imprese che richiedano determinati profili. Il giovane laureato, rivolgendosi direttamente allo sportello Jupiter, trova un servizio di supporto e indirizzamento in un momento così difficile come il passaggio dagli studi al mondo del lavoro.

Jupiter ha consentito la costruzione di un’importante rete di rapporti tra Facoltà e imprese, istituzioni e studi professionali e l’inizio di una cospicua collaborazione. Sono stati attivati circa 50 stage post laurea, selezionati quasi 60 giovani neo laureati, raccolte e messe a fuoco indicazioni molto utili per razionalizzare l’offerta formativa basata sulla domanda di nuove competenze professionali.

Vivendo in prima persona questa esperienza mi sono fatto l’idea che tutte le Facoltà dell’Ateneo dovrebbero prevedere e predisporre un proprio servizio di questo tipo, che permetterebbe di lavorare più attivamente nei settori vicini al proprio campo di studi, sotto la guida e il coordinamento generale di un ufficio centrale di Ateneo. In questo modo la via per ottenere una maggiore efficacia nell’avvicinamento tra Università e mondo del lavoro verrebbe facilitata e resa ricca di risultati orientati alla realizzazione di un Ateneo Sostenibile.

Nicola Demontis

No brain, no future

meritocraziadi Salvatore Meloni (comitato di redazione)

Parlare dell’ università del futuro senza esprimere alcuni pensieri sul rapporto esistente – nel presente – con la politica, a mio avviso non ha molto senso.

Il primo problema da affrontare è di ordine etico. Non ci si può scagliare contro il mondo accademico sventolando il vessillo della meritocrazia, se poi si vedono all’opera nelle varie amministrazioni pubbliche della repubblica italica schiere di persone che hanno avuto nella loro vita il solo ed unico merito di conoscere il potente di turno.  Perché le critiche che si possono fare ai concorsi e alle modalità di selezione del corpo docente sono le stesse che potrebbero essere mosse verso qualsiasi concorso pubblico in Italia. Gli scandali e le parentopoli varie non colpiscono solo ed esclusivamente l’università, questo è bene che i politici che un giorno si e l’altro pure parlano di questione morale, merito, ricerca e fuga di cervelli lo sappiano.

Io ho l’impressione che finché l’università verrà vista come una pertinenza della politica, assisteremo al balletto delle raccomandazioni, dei favori e al baratto di potere. A tutt’oggi non c’è alcun miraggio di riforme strutturali che colpiscono queste forme di legami perversi, ma solo l’idea che anche gli atenei rientrino nel sistema di razionalizzazione dei costi. Anziché usare la parola riformare si usa il termine tagliare, e il taglio generalizzato di fondi senza un ridimensionamento strutturale attraverso la lotta alle logiche di spartizione dei posti – attuate in nome del parente, dell’amico o del politico – ho idea che porti sempre più in basso il livello generale dell’ università. Pertanto penso sia lecito farsi delle domande, dato che gli scandali che hanno colpito alcuni atenei italiani sono sotto gli occhi di tutti. Forse questo status quo conviene a qualcuno, a chi?

 Sicuramente non alla ricerca scientifica sana, quella fatta dai ricercatori che fanno straordinari nei laboratori, dei dottorandi provvisori, dei professori che ci credono veramente. Penso sia giusto anche per queste persone ridare alla parola Università il giusto significato. Non fa piacere sentirsi definire fannulloni da ministri famelici a caccia di voti o essere screditati da scandali nazionali.

Probabilmente un rafforzamento del principio del merito come criterio guida per l’ingresso nella carriera accademica, aiuterebbe non poco la lotta contro alcune dinamiche politico-baronali interne all’università. Tuttavia, ho come l’impressione che questa innovazione non avverrà mai. Sento storie di studiosi precari senza sogni e speranze … vedo da nord a sud, politici, università, facoltà,  tutte troppo uguali, e questo mi rattrista.

votareE’ tempo di elezioni per le università italiane e così circa 20 atenei su 80 si preparano a eleggere un nuovo rettore o come spesso accade a confermare quello uscente. L’anelito al  cambiamento alimenta  i programmi dei candidati in alcuni casi resi noti al grande pubblico con blog e siti interattivi secondo le modalità del web 2.0.

Futuro, cambiamento, governance, competitività, internazionalizzazione, didattica e ricerca sono le parole  che ricorrono con maggiore frequenza nei programmi di oltre 43 aspiranti Rettori, tra i quali si contano solo tre donne. Il tutto ovviamente con l’attenzione di chi sa di dover fare i conti dolorosi con i tagli e le restrizioni imposti dal Ministro Gelmini.

Alcune università hanno appena eletto il loro nuovo Rettore, per esempio Bologna, Urbino e Cassino, o confermato quello uscente come nel caso di Chieti-Pescara (Cuccurullo), Pavia (Stella), Catania (Recca). In questo caso una conferma guadagnata senza sottrarsi al confronto con cinque candidati tra cui una donna e l’outsider professor Strano, filosofo e docente di estetica che con il suo codino e un programma incentrato sul ruolo dell’agoracrazia ha attirato l’attenzione dei media locali e del mondo universitario nazionale. A  Trieste e Bari l’elezione è stata invece una vittoria facile dei rettori uscenti e per giunta unici candidati.

In altre università tra le quali Sassari, Cagliari, Firenze, Bergamo, Iuav e Ca’ Foscari di Venezia la sfida è ancora aperta e il finale non è assolutamente scontato.

Il cambiamento in Sardegna riguarda entrambe le università e avviene in un situazione che sta assumendo il carattere d’urgenza. Basta dare uno sguardo ai dati del 2006 dove emerge che in Sardegna rispetto alla media nazionale la spesa in istruzione, formazione e ricerca è sotto del 2,5%, il tasso di occupazione è sotto del 10% mentre il tasso di disoccupazione giovanile ha sfiorato il 19%, mantenendo anche un grave scarto di genere di 28 punti percentuali a sfavore delle donne.

pietro lucianoNell’Ateneo di Sassari, dopo 12 anni di rettorato del prof. Maida in carica dal 1997, si voterà il 18 giugno. La sfida è fra Pietro Luciano, preside della Facoltà di Agraria e promotore del progetto “Sassari Ateneo Sostenibile” e Attilio Mastino, pro-rettore uscente. Entrambi i candidati sono impegnati in incontri e presentazioni del loro programma comunicati anche nei blog e nei siti personali. Essere l’ousider della situazione ha spinto il candidato Luciano a farsi promotore di un’intensa attività di ascolto del territorio con la quale ha raccolto opinioni e proposte di 50 interlocutori esterni all’università (responsabili di istituzioni e imprese) e 30 interlocutori interni (presidi di Facoltà, direttori di Dipartimento, rappresentati del personale e degli studenti). L’attenzione al territorio emerge anche dal suo programma dove insieme alle proposte su didattica, ricerca, amministrazione, organizzazione e governance, Luciano propone di creare la Fondazione Università di Sassari con il sostegno economico-finanziario dei soggetti del territorio, pubblici e privati; strutturare l’Incubatore per nuove imprese e nuove professioni; realizzare l’Osservatorio permanente sulla domanda di formazione; organizzare il Forum internazionale di alta formazione e ricerca scientifica per lo Sviluppo Sostenibile del Mediterraneo e, infine, pubblicare il bilancio sociale di Ateneo al termine di ogni anno accademico.

Derw Faust, primo Rettore donna ad Harvard

Derw Faust, primo Rettore donna ad Harvard

Il cambio di Rettore nell’Università di Cagliari arriva invece dopo 18 anni di rettorato del prof. Mistretta, in carica dal 1991 e che nonostante i suoi 76 anni rivela in un’intervista che sarebbe rimasto volentieri al suo posto. L’ateneo cagliaritano sarà guidato da uno dei 3 candidati rimasti in gara (prima erano cinque) tra i quali la professoressa Maria Del Zompo. La sua vittoria sarebbe un evento davvero significativo dal momento che nell’università italiana le donne arrivano alla massima carica molto raramente. Su 80 università italiane solo 4 sono guidate da donne e questo accade mentre Harvard è guidata da una donna già dal 2006.  

A Bologna, sulla basi di una rosa di 7 candidati, tre tornate elettorali e il ballottaggio con l’ex preside di farmacia Giorgio Cantelli Forti, è stato eletto il 29 maggio scorso il nuovo Rettore Ivano Dionigi, latinista di fama internazionale, pesarese di origine, che seguirà il prof. Calzolari in carica dal 2000. Opportuno sottolineare che all’Alma Mater la sfida, nonostante 7 candidati, è tutta al maschile. Comunque un ricambio che arriva dopo “solo” 9 anni, decisamente presto rispetto ad alcune università italiane dove i rettori a seconda dello statuto possono rimanere in carica per decenni. A titolo di cronaca segnaliamo che al momento il primato di “longevità” spetta all’università di Brescia dove il Rettore Augusto Preti è in carica dal 1983, cioè dai tempi del governo di Amintore Fanfani!

A Firenze il Rettore Marinelli, giunto al secondo mandato, lascerà il posto a uno dei cinque candidati in lizza: anche qui tutti uomini.

Sfida a due anche per gli atenei veneziani IUAV e Ca’ Foscari, con un dibattito che sta entrando nel vivo grazie allo spazio aperto nel forum dello stesso Ateneo e dove senza troppi indugi chi scrive rivendica il diritto a sottoporre idee e proposte per contribuire a costruire il futuro dell’Ateneo così come ogni giorno si contribuisce al suo funzionamento.

Tutto questo fermento può davvero significare che le cose cambieranno? La possibilità c’è soprattutto se una volta eletti le enunciazioni “elettorali” lasceranno il posto all’azione, alla concretezza e alla realizzazione dei programmi. A patto però che le azioni vengano intraprese con concretezza, lungimiranza, attenzione al territorio e cultura della sostenibilità. Insomma in altre parole attendiamo di vedere realizzate “grandi ed eccellenti cose”. Del resto non è forse questa la legittima aspettativa creata dal significato del titolo “Magnifico” che spetta ad ogni Rettore?

Ricercadi Claudio Fozza (comitato di redazione)

Continuo la mia piccola riflessione sul tema della ricerca avviata in un post precedente, convinto che proprio questo sia il terreno sul quale i due candidati alla carica di Rettore dell’Università di Sassari debbano spendersi in modo forte, per garantire una crescita al nostro Ateneo. Ripeto che ho la fortuna di lavorare in un contesto davvero atipico per la realtà sassarese ma, proprio per questo, mi rendo conto di quanto sia indispensabile un forte rilancio che riguarda tutte le strutture. Ecco alcuni aspetti che riterrei cruciali, soprattutto per l’attività dei ricercatori più giovani:

  • Valutazione e, dunque, Premialità. Se ne è parlato tanto, soprattutto sulla spinta del Forum Progetto Magnifico. Soprattutto per i giovani ricercatori è vitale ricevere un sostegno strutturale e scientifico proporzionato alla propria intraprendenza e creatività (per non utilizzare il solito termine “produttività”, troppo aziendale quando si parla di cultura). 
  • Autonomia. So quanto sia bello poter portare avanti le proprie idee … e immagino quanto possa essere frustrante doverci rinunciare. Credo che da questo punto di vista ci sia un divario sconcertante con gli altri paesi europei.
  • Condivisione della conoscenza. Ne ho già parlato del primo aspetto e ribadisco quanto lo ritenga sostanziale … faccio ricerca qua a Sassari ormai da qualche anno e sinceramente ho un’idea assai vaga del lavoro svolto dagli altri gruppi.

Torno con un aneddotto alla mia bella esperienza londinese. Credo che proprio il confronto con realtà diverse dalla nostra possa arricchirci in modo straordinario. Sono tanti gli episodi che mi verrebbe in mente di raccontare, per provare a trasmettere questa grande diversità. Ne scelgo uno: primo giorno di ambulatorio con Jane Apperley, uno dei medici più affermati in ambito europeo. Dopo una visita privata (un paziente arrivato apposta dall’India!!!), il professore mi dice: “Sa dottore, qua abbiamo un sistema bizzarro. Tutti i soldi che arrivano da queste visite private non vanno a noi, ma vengono utilizzati per la ricerca…”.

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